Pizzeria Da Pietro, Plzeň: l’amore ceco per Napoli porta la pizza anche in Boemia

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Pizzeria Da Pietro, Plzen, neapolitan pizza in Repubblica Ceca

Un anno fa un amico pizza blogger condivise con me la foto pubblicata in un gruppo di pizzaioli su Facebook. La foto mostrava una pizza dal cornicione ben lievitato e soffice, e dall’aspetto molto succulento. Non c’erano dubbi sulla napoletanità della sua fattura. Ma il nome del pizzaiolo che lo pubblicava non suonava per niente napoletano: Petr Soukal.

Petr pubblicava da una città della Repubblica Ceca che io non avevo mai sentito nominare: Plzeň, o Pilsen come la chiamano i tedeschi. Una breve ricerca ha colmato la mia ignoranza, facendomi scoprire che è la quarta città del paese, la seconda nella regione della Boemia. Ma soprattutto che è la città natale della Pilsner, una delle birre più famose e bevute al mondo. Ma non è la birra che a me interessava, bensì questa pizza così napoletana che veniva dalle mani di un ragazzo ceco. Che però si è innamorato così tanto della nostra cultura da italianizzare persino il suo nome nel suo locale: la Pizzeria Da Pietro.

Ho contattato subito Pietro (da ora in poi lo chiamerò così) per sapere qualcosa di più della sua pizza. E lui, da bravo napoletano adottivo, mi ha raccontato la sua storia e mi ha invitato a venire a trovarlo per provarla di persona. Spoiler alert: ci ho messo un anno prima di poter organizzare il viaggio in Repubblica Ceca che mi avrebbe portato anche a Pilsen. Un anno in cui Pietro non ha mai smesso di corteggiare il mio palato mandandomi continuamente foto delle sue pizze invitanti.

Pizzeria Da Pietro, Plzen, Casertana e Bufalina

Pietro ha sempre avuto legami stretti con l’Italia: fin da piccolo ha infatti passato spesso le vacanze con i suoi nei pressi del Lago di Garda. Ma l’attaccamento al nostro paese si è trasformato anche in una bella realtà lavorativa, visto che da grande ha cominciato a importare prodotti alimentari italiani nella sua città. Ma un giorno arriva l’interesse per la pizza napoletana. Un interesse che è diventato amore quando ha visitato Napoli per la prima volta. Per la pizza e per la città.

Quando ha sperimentato per la prima volta la vera pizza napoletana, Pietro non ha potuto più accettare surrogati: e ha deciso di volerla realizzare a tutti i costi nel suo paese, pura e dura, così come la insegnano a Napoli. Per questo decide di iscriversi a un corso dell’AVPN. E finisce nelle mani del maestro Luigi Castaldo alla pizzeria O’ Gemello di Casalnuovo. Lì, dopo un training di due settimane, impara a fare la pizza così come l’ho vista in foto. E come ho potuto sperimentare di persona.

A Plzeň da Praga ci si arriva con un treno di un’ora. Sono in viaggio in Repubblica Ceca con un amico, abbiamo stabilito alcune tappe fondamentali, ma l’unico motivo per cui ho collocato anche questa città nel nostro itinerario è proprio la Pizzeria Da Pietro. Dopo un anno di foto di impasti a lunga lievitazione, pizze alveolate e persino qualche pizza fritta, la curiosità è alle stelle e la voglia è tanta.

La Pizzeria Da Pietro si trova proprio ad uno degli angoli del quadrilatero che caratterizza il centro di Plzeň, sulla Smetanovy sady, un grazioso viale con dei giardinetti. Noi arriviamo un giovedì sera, verso le 8. Entriamo, il banco dei pizzaioli e il forno a legna sono la prima cosa che si notano. Le decorazioni delle pareti sono azzurre: come la maglietta del Napoli indossata da Pietro quando ci accoglie. Lui mi dice che il calcio non lo segue, ma la maglietta la indossa perché gli piace. Fa colore.

Mi diverte troppo vedere tutti i canoni di una pizzeria napoletana così come viene replicata spesso all’estero dai miei compaesani, che ci tengono troppo ai loro simboli: foto dei quartieri, quadri delle nostre icone come Totò e Sophia Loren, l’immagine del golfo… Mi diverte ancora di più, però, pensare che l’arredamento è stato scelto da un ragazzo ceco che si è fatto adottare dalla nostra città. E il cui imprinting deve essere stato tanto forte che ha aggiunto un tocco di classe che non ho mai visto in altre pizzerie: la finestra di una sala dà su un piccolo cortile su cui sono stati stesi dei panni e un motorino Ciao fa bella mostra di sé. Geniale.

Pizzeria Da Pietro, Plzen, pizza Casertana

Dopo la chiacchiera di rito, è il momento di scegliere le pizze. Come sempre, una Bufalina per me è d’obbligo. Ma io e il mio amico vogliamo provare anche qualcosa di speciale, per testare la qualità degli ingredienti della pizzeria. Optiamo per una Casertana, con datterini gialli, provola e salsiccia.

L’impasto su cui quella sera si lavora è un 48 ore, realizzato a mano da Pietro, come sempre. Ad aiutarlo al forno è il suo braccio destro: Sabatino Volino, pizzaiolo avellinese. Un’ottima squadra, perfettamente a loro agio dietro al bancone: vi basti guardare questo video che ho pubblicato sulla mia pagina Facebook. A completare la squadra il giovane Pietro Falcone, che quel giorno era libero, ma col quale ho avuto modo di parlare in seguito,

Le pizze sono belle dal vivo così come apparivano in foto. Cornice pasciuto, trasparente negli alveoli, che emana leggerezza. Base dell’impasto spessa ma elastica: la fetta si mastica con soddisfazione ma non appesantisce lo stomaco. E lo dico con cognizione di causa. Dopo le due pizze scelte dal menù, Pietro ce ne propone una terza, una Margherita classica, per poter assaggiare il suo fiordilatte. Pizza che finiamo senza problemi.

Pizzeria Da Pietro, Plzen, Petr Soukal pizzaiolo

Dire che ho mangiato poche pizze così buone all’estero non è un’esagerazione. Il sapore pieno dei latticini ha fatto la parte del leone sulle due Margherite, sia la mozzarella di Bufala che il fiordilatte d’Agerola entrambi provenienti dalla Latteria Sorrentina. Ad accompagnarli, una carichissima salsa di pomodori Gustarosso, che ormai resta tra le mie preferite sulle pizze.

Anche il Munaciello d’Agerola della Casertana si è difeso bene, e ha fatto da perfetto contraltare ai dolci e gustosi datterini gialli forniti dall’Azienda Agricola Francesco Alterio. La salsiccia, invece, mi raccontano che si tratta di una produzione locale realizzata a Plzeň da dei ragazzi abruzzesi. Ottimo sapore, una resa perfetta sulla pizza che non ha scombinato l’equilibrio dei gusti.

L’impasto è realizzato con un blend di Farine Iaquone che Pietro ha imparato dal suo maestro Luigi Castaldo e non ha più abbandonato. Evidentemente la scelta dev’essere stata vincente, perché dalla sua apertura nell’aprile 2016 la pizzeria non ha smesso di ricevere clienti. Come al solito, mi racconta, c’è stato un primo muro di diffidenza nei confronti della novità della pizza in stile napoletano, ma credo che la qualità del loro prodotto gli abbia permesso di abbatterlo facilmente. Noi siamo stati nella pizzeria in una sera in cui la città sembrava letteralmente morta: eppure il locale era moderatamente frequentato.

Pizzeria Da Pietro, Plzen, pizza in Repubblica Ceca

Credo che il futuro di Pietro e del suo team riservi tante soddisfazioni. Lui mi dice che il suo sogno è quello di aprire una vera pizzeria napoletana a Praga, e io gli auguro possa realizzarlo al più presto. Perché se i cechi a Plzeň hanno avuto la fortuna di scoprire la realtà della pizza napoletana in una piccola città, nella capitale ci sono sicuramente molti più italiani che devono sentirne la mancanza.

Ah, a proposito: che birra ordinereste nella pizzeria di Pietro? Se pernsate che debba essere per forza una Pilsner, non sentitevi obbligati: Pietro ama la Peroni, e la mette nel menù assieme alla più famosa birra ceca. Per completare l’esperienza italiana, insomma. Tanto la fabbrica della Pilsner Urquell è a pochi passi, e potete visitarla per bere direttamente dalle botti…

PARTENOMETRO

HOT DAMN: Pizza verace napoletana, senza ombra di dubbio. L’impasto è soffice, spesso alla base ma facile da masticare. Ingredienti di ottima qualità conferiscono alla pizza un sapore ricco e intenso. Ottima.

Pizzeria Da Pietro, Plzen, Sabatino Volino e Petr Soukal

ATTENZIONE: Pietro è stato così gentile da offrirci le pizze. Come sottolineo sempre, questa è una gentilezza concessa spontaneamente dal proprietario della pizzeria, e che ci crediate o meno non influisce sul mio giudizio. Per maggiori informazioni, date un occhio al mio disclaimer.

E voi l’avete provata? Cosa ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti.

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