
This article is also available in English
La visita a questa pizzeria risale al 29/06/2025
In centro Atene, a pochi passi da Piazza della Costituzione, Ovio è un ristorante di cucina italiana contemporanea – che fa anche pizza – nientepopodimeno elencato tra i raccomandati dalla guida Michelin. Se a questo si aggiunge il fatto che anche questo ristorante si trova in pieno centro, quanto saranno alti i prezzi? Spoiler: tanto.
Entro, mi guardo attorno e vedo un locale moderno ed elegante. Il servizio è di tutto rispetto: mi accolgono con un amuse-bouche che è una microbruschetta con mozzarelline e pomodoro, che sembra una scemità, e forse lo è, ma devo dire che era proprio buona. Ma io voglio il piatto forte. Apro il menù e non guardo nemmeno la lista delle altre portate, per evitare di cadere in tentazioni strane. Devo concentrarmi sulla pizza. Ed eccola là: una bella Margherita a “soli” 14€. Stiamo trascendendo un po’, ma non posso che ingoiare il boccone amaro se voglio ampliare i miei orizzonti. Piazzo l’ordine.

Col tavolo sono piazzato proprio davanti al banco pizza, e intanto che aspetto ho tutto il tempo di osservare le movenze del pizzaiolo. E le fa tutte per allargare il panetto di impasto: prima ammaccatura con le dita, poi rotazione a disco, poi palleggio da una mano all’altra, infine stesa sui pugni per sfruttare l’effetto gravità… mancava solo lo schiaffo alla napoletana, ma forse era troppo ordinario. Onestamente, è un bene che questa non sia solo una pizzeria, perché considerati i tempi di stesura per un singolo panetto non potrebbero reggere il ritmo degli ordini. Guardo la pizza entrare nel forno a gas e mi riaccomodo.
Ed eccola che mi arriva al tavolo: un canottone, devo dire piuttosto sgraziato e malformato e dalla cottura incerta. Servizio di classe aggiuntivo: taglio con rotella direttamente al tavolo. Ma porc…! A parte che non capisco questa moda prevaricante di non lasciare la pizza intonsa, ma visto che siamo di fronte a un cornicione bello grosso, almeno usare le forbici per non devastarlo, no? Comunque quella che sulla carta era solo una Margherita, ha avuto un’interpretazione tutta sua: la mozzarella di bufala è stata messa a freddo, stracciata a pezzi, e alla salsa sono stati aggiunti dei pomodorini. Niente di tutto questo era riportato sul menù e ok, non è che sto a lamentarmi, ma non ne vedo il senso. Ma procediamo all’assaggio.

Sono molto scettico sull’impasto. Vedo quel cornicione rigonfio, all’apparenza panoso e ammaccato di brutto dal taglio della rotella senza mostrare neanche un segno di alveolo. E invece, ma guarda un po’, rimango sorpreso: certo, non leggerissimo, ma comunque masticabile senza troppa fatica, e saporito. Mi aspettavo davvero di peggio.
Anche sul fronte ingredienti posso dirmi soddisfatto. La pizza è buona, non c’è che dire. Non favolosa, ma buona. Però rimango sempre troppo deluso dalla mozzarella dopo cottura. Sarà una mia idiosincrasia, ma a mio parere l’uso della bufala a freddo non ha senso se non puoi consumarla nel suo luogo di produzione. Una mozzarella importata avrà già avuto il suo passaggio frigo e perso le caratteristiche organolettiche che la rendono il top dei prodotti caseari. A questo punto tanto vale cuocerla sulla pizza. Ma sono punti di vista.
Sul finale, posso dire che l’esperienza è stata piacevole. Eppure non ci tornerei. Perché al di là di tutto 14€ per quello che fondamentalmente è un ammasso di cornicione che copre una striminzita proporzione di ingredienti non ne vale la pena. Purtroppo qua individuo un problema che ho già riscontrato in passato in molte altre città, soprattutto agli albori della diffusione della pizza napoletana all’estero: il canotto fatto solo per il gusto di avere un piatto instragrammabile, senza criterio, senza competenza. E questa non vuole essere una mancanza di rispetto per il pizzaiolo, perché qui ho l’impressione che la colpa sia una assenza di direzione da parte dello chef. Quest’ultimo, leggo dal loro sito, si chiama Panos Ioannidis, nome inequivocabilmente greco. E non metto in dubbio che il resto della cucina, italiana contemporanea, possa essere buona. Ma essere chef e essere pizzaioli sono due mestieri diversi: se le pizze non le sai fare non le puoi insegnare agli altri.
Ovio, Apollonos 4, Atene 105 57, Grecia
Come arrivare: Ovio si trova a 3 minuti a piedi da piazza della Costituzione, che è servita dalla metro di Atene (fermata: Syntagma) ed è raggiunta da diverse linee di autobus.
E voi l’avete provata? Cosa ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti.
