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Pizza Pilgrims, Covent Garden: nuova apertura a Londra, ma ne vale la pena?

di Giuseppe A. D'Angelo

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Pizza Pilgrims Covent Garden farina Caputo

AGGIORNAMENTO ULTIMA VISITA: 1 luglio 2017

Quarta apertura per il locale dei fratelli Elliott, che sta diventando una catena vera e propria.

Vi ho già parlato di Pizza Pilgrims, la celeberrima pizzeria di Londra centro fondata dagli Elliott bros., i due fratelli inglesi che hanno viaggiato in lungo e in largo per l’Italia a bordo di un’Ape Piaggio e da Napoli hanno importato la pizza a Londra. Non che nessuno lo avesse fatto prima di loro, naturalmente. Ma i due fratelli si sono dimostrati abili businessmen e da un food truck hanno aperto la prima pizzeria a Soho, per poi estendersi man mano con altri locali.

Con la nuova apertura di Covent Garden siamo alla quarta pizzeria di quella che ormai sta diventando una catena a tutti gli effetti. E i crismi ci sono tutti, come vedremo. Ma la domanda fondamentale è una: la pizza resta buona? È il timore di tutti quelli che vedono l’espansione di un business che ha avuto successo grazie al suo fattore qualità: il rischio è che questa si perda di vista, per stare a guardare troppo al guadagno facile. E adesso vedremo subito perché anche Pizza Pilgrims non sembra essere differente.

La pizza (2017)
La pizza (2016)

La pizzeria
Quanto costa
Come arrivare
Come l’ho scoperta
PARTENOMETRO

La pizza (2017)

Pizza Pilgrims Covent Garden 2017

Come ho purtroppo già avuto modo di verificare con la sede originale di Dean Street, il livello generale di Pizza Pilgrims continua a calare sempre di più. Da quando la piccola pizzeria di Soho è diventata catena a tutti gli effetti (6 locali più due in arrivo) lo spirito originale è andato a farsi benedire. In particolare questa Margherita aveva un impasto molto più che friabile, quasi tendente al croccante, anche nella base, con punte di crudo nel cornicione. Salsa male distribuita che ha creato un’enorme chiazza secca sul lato. Si salvavano comunque il fiordilatte e il pomodoro, per cui non è stato un totale fallimento. Ma ormai non mi sento più di consigliare questa pizzeria e l’entusiasmo di un tempo si è dissolto tra i profitti degli Elliott Bros….

La pizza (2016)

Pizza Pilgrims Covent Garden Margherita con bufala

In una cena con la mia ragazza ho lasciato per questa volta prendere a lei la Bufalina, per concedermi un lussurioso Calzone. Lo so, lo dico sempre che non sono tipo da pizze complicate, ma da Pizza Pilgrims ci sono stato una miriade di volte e qualche sfizio me lo voglio concedere. Che poi dopo mi pento perché il mio stomachino è delicato, quello è un altro discorso. E comunque le pizze ce le siamo divise, come sempre.

Sta di fatto che io ricevo il mio Calzone, mentre la mia ragazza riceve una semplicissima Margherita. Un’evidente incomprensione della cameriera, alla fine palesatasi sul conto (quindi niente malafede). E meno male, però, perché quando l’ho mangiata ho capito subito che c’era qualcosa che non andava in quella mozzarella, molto poco saporita per essere di bufala. Cose che capitano, non condanniamo nessuno. Sarebbe stato peggio se avessero provato a spacciarci per bufala quella che bufala non era.

Pizza Pilgrims Covent Garden Calzone ripieno

Ma veniamo al sodo, che nello specifico qua significa l’impasto. Perché alla fine gli ingredienti di Pizza Pilgrims li conosciamo, e non cambiano da locale a locale. Ma può cambiare chi invece si dedica a lavorare su quella che è la materia prima per una vera pizza napoletana. E mi dispiace per chiunque sia quella persona, perché il risultato è davvero deludente.

Dopo neanche la prima fetta ho cominciato ad avere qualche difficoltà. La colpa stava tutta nel cornicione: gommoso e pieno di mollica. Ho passato la serata a sezionarlo come l’allegro chirurgo, per controllare se ci fosse almeno qualche canale d’aria, ma niente. Giudicate voi dall’immagine sotto.

Pizza Pilgrims Covent Garden impasto

Per un amante del cornicione come me, e come qualsiasi napoletano che si rispetti, è un peccato di certo non veniale che quella che è proprio la parte più rappresentativa della pizza napoletana verace venga bistrattata in questo modo. Comunque la fame era tanta, e il cornicione sono riuscito a mandarlo giù. Peccato solo che quello non fosse l’unico problema: sia la Margherita che il Calzone in più punti avevano un sapore di bruciato, e questo non mi ha certo aiutato.

A parte questo problema, la pizza non era del tutto malvagia: la base centrale non era molto pesante (ma neanche tanto leggera) e il sapore era comunque discreto ma non esaltante. La pizza, come sempre, era di ridotte dimensioni. Tutto Pizza Pilgrims style insomma. Ma in questo caso raggiunge a stento la sufficienza, perché si distacca troppo dal prodotto uscito dal forno (a gas) della pizzeria originale di Soho. E a questo punto mi viene da pensare che forse dovrei tornare a farmi un giro anche da quelle parti, per assicurarmi che non si siano lasciati andare pure lì.

La pizzeria

I locali di Pizza Pilgrim vengono decorati tutti nello stesso stile “nostalgico italiano” (termine del cavolo inventato da me): i muri sono tappezzati di poster di film degli anni ’60 e ’70. Ritorna anche la tovaglia a quadri, che generalmente fa molto cliché, ma da Pizza Pilgrims non so perché funziona. Sarà anche quell’atmosfera molto “sporca” in cui i camerieri sono vestiti esattamente come i pizzaioli e i sacchi di farina Caputo stanno all’ingresso a fare bella mostra di sé come se ci trovassimo all’interno di un mulino.

Pizza Pilgrims Covent Garden tavoli

Il lato hipster è sottolineato dall’onnipresente biliardino del piano di sotto, che però in questo caso non funge da tavolo come nel locale di Soho. Immancabile anche il computer della cassa con lo sfondo di Super Mario. I camerieri come sempre molto giovani e sorridenti, e mai italiani, a differenza dei pizzaioli. Quello che mi piace di Pizza Pilgrims è che sembra essere un locale che non si prende sul serio, un gioco tra ragazzi che si sono ritrovati là a fare da circoletto, e nell’occasione si sono messi a cucinare qualche pizza. Atmosfera confermata anche dalle panchine fuori al locale, e dal fatto che i ragazzi vi gravitano attorno come se fosse un bar.

Sicuramente anche questo fa tutto parte del business plan dei fratelli Elliott. Ma se per ora il contorno è ancora salvo, la portata principale sta calando nettamente in qualità. Quanto potrà durare prima che Pizza Pilgrims diventi a tutti gli effetti una catena senz’anima?

Come arrivare

Pizza Pilgrims Covent Garden si trova in realtà molto più vicina alla stazione di Leicester Square che a quella dell’omonima piazza del mercato e degli artisti di strada. La stazione di Leicester Square è inoltre servita da due linee della metro, Northern e Piccadilly, a differenza di quella di Covent Garden che è servita solo dalla Piccadilly. Covent Garden però vi dà la direzione verso cui dovete rivolgervi uscendo dalla stazione di Leicester Square, proseguendo per Cranbourn Street e girando poi a destra per raggiungere Garrick Street 23, dove si trova il locale.


Pizza Pilgrims Covent Garden, 23 Garrick St, London WC2E

Siamo in piena Londra centro, e c’è una pletora di cose da fare in questa zona. A pochi passi c’è Trafalgar Square, dove di giorno potete visitare la National Gallery con il meglio dell’arte europea prodotta nei secoli che gli inglesi sono riusciti a rubare; la vicina National Portrait Gallery, con la sua collezione di ritratti di inglesi illustri; e la chiesa di St Martin-in-the-Fields, famosa per i suoi concerti gratuiti del lunch time e il caffè nella cripta.

Di sera invece il West End si anima con i suoi club, i ristoranti, i bar, i locali favoriti dalla comunità LGBT. Potete assistere a un musical in uno dei tanti teatri dopo aver magari comprato un biglietto scontato al booth TKTS in Leicester Square. Oppure vedere un film di ultima uscita in una delle quattro sale cinematografiche della piazza, magari dopo aver assistito a un red carpet con numerose celebrità. Questo è il cuore vivo e pulsante di Londra!

Quanto costa

Pizza Pilgrims Covent Garden pizzaioli e forno a gas

Pizza Pilgrims mantiene costanti nel tempo i suoi prezzi, tra l’altro anche molto competitivi. Nel caso specifico una Margherita semplice è costata £6.75, mentre il calzone ripieno, la pizza più costosa sul menù assieme alla salsiccia e friarielli, £10. Non c’è service charge, quindi la mancia per i ragazzi è sempre molto apprezzata, considerata soprattutto la velocità del servizio anche quando il locale è molto pieno.

Come l’ho scoperta

Dell’apertura di questa sede in particolare sono venuto a sapere per caso proprio il giorno dell’inaugurazione spulciando tra i tweet del profilo ufficiale della pizzeria. In quell’occasione ne ho approfittato per scrivere un post sulle nuove pizzerie napoletane di prossima apertura a Londra. E nel caso specifico di Pizza Pilgrims mi domandavo come mai la location scelta fosse ancora una volta nel cuore del West End.

Pizza Pilgrims Covent Garden locale

Pizza Pilgrims ha infatti tre sedi a poca distanza l’una dall’altra: quella originale di Dean Street, quella di Kingly Court e ora la nuova sede di Covent Garden. Solo una pizzeria è invece dislocata nell’est di Londra, a Exmouth Street, nel borough di Tower Hamlet. Perché questo accanirsi su una zona dal raggio tanto breve? La risposta vien da sé: così facendo impongono pesantemente una sorta di monopolio della pizza napoletana in piena Londra centro, dove le uniche altre alternativa sono il ristorante Sartori e Rossopomodoro. Ma a che pro?

Certo, per l’inglese medio una pizza vale l’altra. Ma chi è appassionato come me sa distinguere le differenze e, a meno che le cose non precipitino anche là, io andrò sempre verso la sede di Dean Street, rendendo quindi le nuove aperture totalmente inutili. Il punto è che per ogni appassionato come il sottoscritto, ce ne sono almeno cinquanta che di pizza napoletana non ci capiscono una fava, e verranno sempre e comunque attirati da un prodotto che a Londra centro è praticamente introvabile, e da un marchio che acquista sempre più popolarità. Il brand si consolida sempre di più, e se questo avviene anche a discapito della qualità del prodotto chi se ne frega: i soldi in cassa entrano comunque. Non è questo che consacra ufficialmente il passaggio da ristorante indipendente a catena standardizzata?

PARTENOMETRO

COLD: il suo difetto principale è l’impasto del cornicione, faticoso da masticare. Ingredienti di buona qualità, il sapore è gradevole anche se è ben lontano da raggiungere vette d’eccellenza. Attenti alle bruciature e all’effetto croccantezza.

E voi l’avete provata? Cosa ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti.

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