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Pizza Pilgrims, Soho: i pellegrini in viaggio dalla Calabria a Londra

di Giuseppe A. D'Angelo

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Pizza Pilgrims Bufalina e Salsiccia e Friarielli

AGGIORNAMENTO ULTIMA VISITA: 7/12/2016

La storia di Pizza Pilgrims è tanto epica quanto affascinante: due fratelli, Thom e James Elliott, acquistano un Ape Piaggio in Calabria, e con il treruote partono in un lungo viaggio slow verso le capitali del cibo della penisola. Imparano a fare la pizza napoletana, e decidono di importarla a Londra. Trasformano il carrettino in una pizzeria ambulante con tanto di forno annesso e cominciano a sfornare pizze al Berwick Street Market di Soho. Il successo è tale che i ragazzi aprono una pizzeria vera e propria nello stesso quartiere, per poi espandersi ulteriormente.

ATTENZIONE: la recensione che segue si riferisce al Pizza Pilgrims di Dean Street, il locale originale. La pizzeria sta diventando piano piano una mini-catena, e ha aperto altre quattro sedi: Kingly Court, nei pressi di Carnaby Street; Exmouth Market nell’est di Londra; Garrick Street, tra Covent Garden e Leicester Square; e nel minigolf Swingers, nella City.

La pizza (2017)
La pizza (2016)

La pizzeria
Come arrivare
Quanto costa

Come l’ho scoperta
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La pizza (2017)

Pizza Pilgrims Soho 2017

In realtà l’ultima mia esperienza da Pizza Pilgrims risale al dicembre 2016. Ma ho preferito pubblicare l’aggiornamento rimandandolo all’anno nuovo per poter evidenziare maggiormente il cambiamento. Nell’ultimo anno infatti ho assistito a un lento declino della catena che, mentre apriva sempre più punti, perdeva d’occhio la qualità. Non che questo locale sia mai stato il top di Londra, ma in pieno centro era una scelta più che dignitosa e raccomandabile. Proprio per la sua posizione privilegiata è stato quello che ho frequentato di più da solo o con amici.

Ed infatti la mia ultima Margherita (e per una volta, senza bufala) mi ha deluso non poco. Sia il fiordilatte che la salsa di pomodoro non lasciavano trapelare nessun sapore. E il cornicione era piuttosto rigido e croccante. La base dell’impasto ancora sottile, ma anche qua in alcuni punti si sfiorava la durezza. Un decadimento che ho notato anche in un’altra pizzeria della catena, quella di Covent Garden, che già all’inizio non mi aveva entusiasmato. Ma è dura crescere, mantenere i prezzi bassi e guardare ai profitti senza fare compromessi…

La pizza (2016)

La pizza di Pizza Pilgrims rispecchia tutti i canoni della pizza napoletana classica: impasto con lievito naturale, mozzarella di Caserta, farina Caputo 00. Stando alle informazioni riportate sul loro sito i pomodori, marca Strianese, hanno una buccia sottile che gli permette di assorbire tutta la luce del sole e ottenere quindi una polpa più dolce. Il basilico viene invece preso di fresco da quello stesso mercato dove una volta i fratelli Elliott distribuivano le loro pizze.

Pizza Pilgrims Margherita con mozzarella di bufala

Menzione d’onore spetta alla ‘nduja. La pizza con la popolare salsiccia piccante della Calabria è il caposaldo di Pizza Pilgrims, e ha un senso dal momento che il viaggio è cominciato proprio dalla punta dello stivale. Oggigiorno a Londra la pizza con la ‘nduja comincia a essere sempre più frequente nei menù delle pizzerie, anche quelle non napoletane. Credo che Pizza Pilgrims abbia contribuito alla sua popolarità.

Ma veniamo alla pizza vera e propria. La pasta è soffice, il cornicione morbido ed elastico, le fette si addentano con soddisfazione e si masticano senza difficoltà. La mozzarella di bufala è ricca di sapore, la salsa di pomodoro abbondante e gustosa. A fine pasto si è decisamente soddisfatti dell’esperienza.

Grazie al fatto che si trova in piena Londra centro, ho avuto la possibilità di andare più volte da Pizza Pilgrims, spesso con amici, e quindi di assaggiare pizze differenti. A partire dalla famosa ‘Nduja, che consiglio vivamente a chi è amante del piccante, perché di salame e sugo a base dello stesso ve n’è in abbondanza. Non proprio la mia tazza di te, come dicono gli inglesi, ma è questione di gusti.

Pizza Pilgrims Aubergine Parmigiana

In un’altra occasione ho assaggiato la Aubergine Parmigiana. Purtroppo non mantiene per niente le promesse del nome: mi aspettavo una pizza ricca di fettone di melanzane imbevute nella salsa e nel formaggio. Mi sono invece trovato di fronte una classica siciliana con melanzane a funghetto e pomodorini. La pizza di base era sempre molto buona, ma nel complesso risultava deludente rispetto alle aspettative, anche perché le melanzane non erano neanche tanto saporite. Raccomando invece caldamente il Calzone, davvero abbondante nel ripieno di ricotta, salame e funghi.

Il menù di Pizza Pilgrims prevede comunque molte scelte che possono rispondere alle esigenze di diversi tipi di clienti. Inoltre figura sempre una Guest Pizza, una pizza che cambia a cadenza regolare. Ricordo di averne assaggiata una con il pesto rosso, e non mi era dispiaciuta. Altra guest pizza che ho avuto modo di provare è la Cortigiana, con capperi e olive. Di nuovo, niente da dire sulla pizza di per se, ma si tratta di ingredienti che per me non collimano.

Pizza Pilgrims pizza Cortigiana

A prescindere dai gusti, ritengo che quella di Pizza Pilgrims sia una pizza davvero ottima, e che starebbe bene sui tavoli di molte delle pizzerie di Napoli. Il che è sorprendente, se si pensa che il progetto di base è stato lanciato da due ragazzi inglesi. Ricordo che la prima volta che visitai il locale ne uscii davvero entusiasta.

C’è pero un neo, un difetto sostanziale che purtroppo va a influire sul giudizio finale e non mi permette di dare a Pizza Pilgrims il voto che meriterebbe. Una cosa davvero molto importante: le dimensioni della pizza.

Purtroppo la pizza di Pizza Pilgrims è davvero piccola, e potrete forse farvene un’idea dalle foto di questo articolo. Non fatevi ingannare dal fatto che esca fuori dai bordi del piatto: anche i piatti sono piccoli.

Si tratta di un particolare che non ho notato immediatamente la prima volta, preso com’ero dalla gioia di aver trovato una pizzeria così buona che non richiedesse una trasferta di un’ora per poter essere gustata. Ma dopo esserci tornato più volte in compagnia di amici, mi sono reso conto del dramma quando, al momento dell’ordine, oltre alla pizza che ognuno di noi si sceglieva per se ne aggiungevamo un’altra da dividere.

Pizza Pilgrims pizza con 'nduja

Purtroppo in questo caso non si tratta del classico “bisogna alzarsi da tavola con un leggero appetito”. Può capitare spesso che al termine di una pizza si abbia ancora molta voglia di una seconda. E non soltanto perché era buona.

Sul fronte dessert, i ragazzi di Pizza Pilgrim si sono davvero divertiti a sperimentare. Due dolci in particolare si distinguono per il loro mix di sapori contrastanti. Il primo è l’anello di pizza ripieno di Nutella e ricotta salata. Davvero per gli amanti dei sapori forti, perché il bilanciamento tra i due estremi è davvero precario, e il dolce e salato sembrano sempre cercare di prevaricarsi a vicenda vincendo costantemente l’uno sull’altro… Sì, in effetti è un po’ difficile da spiegare. Occorre provarlo, e capire se piace o meno. La mia risposta è un ni.

L’altro invece è una palla di gelato alla vaniglia servita con olio extravergine d’oliva e sale marino. In questo caso la mia risposta è stata un no definitivo: si tratta di un accostamento troppo azzardato.

La pizzeria

Pizza Pilgrims Dean Street Soho

Il locale di Dean Street è davvero caratteristico e accogliente. Gran parte della pizzeria è concentrata nel piano sotto il livello stradale. All’ingresso infatti troverete solamente il forno e i pizzaioli al lavoro. Pizzaioli, da sottolineare, napoletani: i fratelli Elliott sono stati abbastanza svegli da capire che è meglio affidare il loro prodotto in mano agli esperti. Da specificare comunque che Pizza Pilgrims utilizza un forno a gas, che i miei bravi compaesani sono in grado di utilizzare a dovere.

All’ingresso c’è comunque modo di mangiare al bancone situato lungo le vetrine. Si tratta naturalmente di una soluzione per evitare le lunghe attese delle ore di punta, adatta solo a singoli o coppie. Nelle serate piene, infatti, l’attesa può prolungarsi oltre la mezz’ora, a seconda delle dimensioni del vostro gruppo. Il servizio veloce garantisce però un ricambio rapido dei tavoli. Purtroppo però non è concesso aspettare all’interno, e se si va via si perde il posto: l’unica è sedersi ad aspettare nelle panche posizionate fuori al locale.

Pizza Pilgrims Ape Piaggio

La sala del piano inferiore però fa dimenticare l’attesa. A chi entra per la prima volta scappa sempre un sorriso. Qui è la vi sono gli immancabili poster dei classici film dell’epoca d’oro del cinema italiano. Ma è il disegno dell’Ape Piaggio sul cartone della pizza che colpisce subito. O il desktop di Super Mario come sfondo della cassa. O il biliardino utilizzato come tavolo. Se potete, cercate di farvelo dare, così ammazzate il tempo con una partitina in attesa della pizza.

Se i pizzaioli sono napoletani, il personale di sala è tutto londinese. Nel senso che avrete sempre un mix di inglesi e stranieri, nel puro stile della capitale. Per lo più ragazze molto giovani, ma devo dire che si tratta sempre di persone molto sorridenti e alla mano. Ovviamente, come capita spesso in questi ambienti, c’è un turn-over continuo, quindi se tornate a distanza di tempo difficilmente ritroverete sempre gli stessi camerieri.

Quanto costa

Pizza Pilgrims pizzaiolo napoletano

I prezzi di Pizza Pilgrims sono sorprendentemente bassi considerata la location. Una margherita semplice costa £6.75, mentre la marinara £5. Selezionando la mozzarella di bufala su qualsiasi pizza verrà a costare £2.75 in più. Sul menù base il massimo che potrete pagare sarà £10 per un calzone o una salsiccia e friarielli (sì, ci sono anche loro).

I dessert vanno dai £4 del gelato con l’olio di oliva, ai £4.50 dell’anello di ricotta e Nutella. In realtà vi sarebbe anche un affogato, che nella sua variante al Sohocello arriva ai £6. Il Sohocello è il liquore della casa, che io però non ho mai assaggiato. Stesso dicasi per gli antipasti: da Pizza Pilgrims mi butto sempre dritto sulla portata principale.

Come arrivare


Pizza Pilgrims Soho, 11 Dean Street, Soho, London W1D 3RP

Pizza Pilgrims si trova all’11 Dean Street, una delle vie più frequentate di sera a Soho, a causa del suo alto numero di locali. La pizzeria è al termine della strada proprio allo sbocco su Oxford Street, e con i giardini di Soho Square alle sue spalle. La fermata della tube più vicina è quella di Tottenham Court Road, servita dalle linee Northern e Central. A dieci minuti di cammino abbiamo le stazioni della metro di Piccadilly Circus (linee Piccadilly e Bakerloo) e Leicester Square (Piccadilly e Northern), mentre a quindici minuti abbiamo quella di Covent Garden (Piccadilly). Non lontano vi è anche la fermata di Oxford Circus (Victoria e Bakerloo).

Siamo nel pieno West End, e in centro Soho, quello che io amo definire il “centro storico di Londra se Londra avesse un centro storico”. La pizza può essere un’ottima scelta prima o dopo uno spettacolo, oppure anche un riempi-stomaco per evitare che un pub crawl ci riduca ubriachi marci alla stregua della maggior parte della popolazione residente del sabato sera.

Come l’ho scoperta

Pizza Pilgrims Bufalina

Fu Twitter a portarmi alla scoperta di questa pizzeria. Non ricordo se fu un semplice suggerimento, o fu proprio Pizza Pilgrims a diventare un mio follower. Se mai lo sono stato, oggi non compaio più nella loro lista di persone che seguono. Ma si sa, le strategie di social marketing sono complesse. E intanto hanno catturato un cliente che non li ha più lasciati, e come me tanti. Oltre alla pizza buona, gran parte del successo è dovuto sicuramente all’ottima posizione centralizzata nel cuore della nightlife londinese.

PARTENOMETRO

COLD: una volta era una buona pizza di stampo napoletano in centro Londra, ma con la crescita della catena il prodotto ha cominciato a perdere di qualità. La mia ultima esperienza mi ha messo di fronte un impasto rigido, una base per niente elastica e anche degli ingredienti di basso livello. Un degrado che si poteva aspettare, data la crescita della catena, ma non per questo si può perdonare.

E voi l’avete provata? Cosa ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti.

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